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ZAFFIRO TRATTATO PER TERMODIFFUSIONE Fra le varie ricerche condotte dal Dr. Prof. Edmondo LEONE, quella che merita sicuramente di essere messa piů in evidenza, svolta in collaborazione con il Dr. Carlo Cumo (ex assistente e socio), č relativa alla scoperta, nel 1981, di questo nuovo tipo di materiale introdotto nel commercio, ovvero zaffiro trattato per termodiffusione. La presente ricerca il cui titolo č "Osservazioni su zaffiri trattati", č stata citata nella bibliografia del relativo articolo, pubblicato su "Gems & Gemology" (notiziario gemmologico del GIA, Gemological Institute of America), volume XXVI, summer 1990, pag.133. Da Il Libro delle Gemme: <<......Un procedimento che non corrisponde ad alcun processo naturale č quello del trattamento per termodiffusione. In questo caso si utilizzano zaffiri e rubini con scarsa colorazione (materiale denominato "geuda", proveniente prevalentemente dallo Sri Lanka), nei quali vengono introdotti artificialmente gli elementi chimici che normalmente determinano il colore. Le gemme vengono, in un primo tempo, ricoperte da polvere composta dagli ossidi degli elementi cromofori con aggiunta di allumina; successivamente vengono riscaldate ad alte temperature, prossime al punto di fusione (circa 1750°C), per alcuni giorni. Durante questo periodo le maglie superficiali del reticolo cristallino tendono a dilatarsi, lasciando penetrare, anche se ad esigua profonditŕ, nella maggior parte dei casi, gli ossidi della polvere ricoprente.....Si otterrŕ cosě, in aspetto complessivo, una gemma di colorazione apparentemente intensa. Per riconoscere tale materiale č necessario osservare la pietra in immersione, nello ioduro di metilene, o semplicemente, mediante un foglio di carta bianco posto sulla fonte luminosa (preferibilmente una fibra ottica) sul quale viene adagiata. Sarŕ cosě possibile notare, osservando dal padiglione, una intensificazione del colore sugli spigoli o sulle superfici della gemma tagliata. A volte, si puň percepire come una sensazione di "sporco" del materiale in esame.....Nel caso del trattamento dello zaffiro, oggi piů comune rispetto a quello del rubino, viene utilizzata una polvere ricoprente costituita da TiO2 (10-18%), da Fe2O3 (0.1-0.5%), se non č giŕ presente ferro nel reticolo e da Al2O3. Durante il riscaldamento in ambiente riducente, gli atomi di titanio e ferro sostituiscono alcuni di quelli di alluminio nella parte superficiale del reticolo.....>> ![]() ![]() |
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